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Colesterolo: il mix di farmaci che potrebbe risolvere il problema

Colesterolo: il mix di farmaci che potrebbe risolvere il problema
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Nel contesto della salute cardiovascolare, la gestione del colesterolo alto riveste un’importanza cruciale. Recenti ricerche aprono la strada a nuove combinazioni terapeutiche che promettono di ridurre significativamente il rischio di malattie cardiache e altri eventi avversi collegati al colesterolo alto.

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Colesterolo: perchè pericoloso

La presenza di livelli elevati di colesterolo “cattivo” (LDL) può incrementare il pericolo di infarti e ictus, costituendo una minaccia determinante per la salute del cuore. Tradizionalmente, quando le modifiche allo stile di vita falliscono nel mantenere sotto controllo questi valori, si ricorre ai farmaci, come le statine, noti per la loro efficacia nel prevenire complicanze cardiovascolari, ma non privi di effetti indesiderati. Tuttavia, uno studio apparso su Mayo Clinic Proceedings suggerisce che una strategia combinata con l’ezetimibe potrebbe offrire vantaggi nettamente superiori.

Statine ed Ezetimibe: Una Sinergia di Successo

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Le statine funzionano inibendo la produzione di colesterolo nel fegato, grazie all’azione sull’enzima HMG-CoA reduttasi. L’ezetimibe, invece, limita l’assorbimento del colesterolo intestinale. La collaborazione tra questi due farmaci si rivela vincente: i ricercatori hanno osservato come l’integrazione immediata di ezetimibe nelle terapie con statine porti a una riduzione fino al 49% della mortalità totale nei pazienti con colesterolo alto. Inoltre, il rischio di infarto e ictus si riduce del 39%. Il professor Peter Toth dell’Università dell’Illinois sottolinea che “l’adozione tempestiva di questa terapia combinata permette un controllo più rapido ed efficace dei livelli di colesterolo.”

Sperimentazioni e Vantaggi della Terapia Combinata

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Le evidenze disponibili raccontano di un miglioramento globale nella salute cardiaca grazie alla terapia combinata. La scelta di dosi più moderate di statine, abbinate all’ezetimibe, minimizza l’interruzione della terapia, potenziandone l’efficacia. Questa approccio potrebbe prevenire oltre 330.000 decessi ogni anno nel mondo, di cui 50.000 solo negli Stati Uniti. Dettagliatamente, si osserva una riduzione del 44% del rischio di cessazione del trattamento rispetto alla monoterapia ad alto dosaggio di statine.

Considerazioni e Controindicazioni

L’ezetimibe, un alleato prezioso nella lotta contro il colesterolo cattivo, apporta benefici aggiuntivi, come l’aumento del colesterolo “buono” (HDL) e la riduzione dei trigliceridi. Tuttavia, come ogni farmaco, presenta potenziali effetti avversi, tra cui disturbi muscolari e addominali, stanchezza e nausea. Non è raccomandato per chi soffre di problemi epatici o per le donne in gravidanza e allattamento. La valutazione delle opzioni terapeutiche deve sempre avvenire su prescrizione medica per garantire il massimo beneficio.

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