I ricercatori prevedono test clinici entro 5 anni. La terapia potrebbe diventare un modello anche per altre malattie autoimmuni.

Un team di ricercatori in Svizzera esplora l’uso di cellule T ingegnerizzate per insegnare al sistema immunitario dei celiaci a tollerare il glutine. Questo studio pionieristico potrebbe aprire la strada a trattamenti innovativi per una delle condizioni autoimmuni più comuni al mondo. Approfondiamo i dettagli della ricerca e le sue implicazioni future.
Introduzione alla terapia cellulare per la celiachia
La celiachia non è solo un dispiacere per chi ama i prodotti a base di grano: è una condizione autoimmune complessa che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. Il sistema immunitario delle persone affette reagisce al glutine, provocando infiammazioni e danni intestinali. Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalla terapia cellulare. Yannick Muller del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois, in collaborazione con altri ricercatori, sta cercando di sviluppare un metodo per insegnare al corpo a tollerare il glutine, grazie all’ingegneria delle cellule T.
Diagnosi e diffusione della celiachia
L’Italia registra alcuni dei tassi di prevalenza della celiachia più alti al mondo, con oltre 224mila diagnosi confermate. Tuttavia, la portata reale del problema è probabilmente maggiore, considerando gli oltre 350mila casi stimati ma non diagnosticati. Questo disturbo colpisce prevalentemente le donne e i giovani, imponendo limiti dietetici e causando stress sociale e fisico. Attualmente, l’unica gestione efficace è una dieta rigorosamente priva di glutine, ma gli effetti collaterali delle restrizioni sono significativi, inclusi costi psicologici e sociali.
Potenziali sviluppi e innovazioni nella terapia
Un promettente sviluppo proviene dalla terapia cellulare. L’idea è quella di utilizzare cellule T regolatorie ingegnerizzate per moderare la risposta immunitaria al glutine. Queste cellule modificano la loro funzione per diventare tolleranti al glutine, riducendo la risposta infiammatoria. Raphaël Porret e il suo team stanno studiando l’applicazione di queste tecniche, già usate per il trattamento di alcuni tipi di cancro e nelle rigetto da trapianto, per la celiachia.

Un farmaco sperimentale per il futuro
I primi studi sugli animali mostrano che l’infusione di queste cellule T regolatorie previene la migrazione delle cellule T effettrici nell’intestino prevenendo così la reazione al glutine e potrebbe anche indicare un approccio universale per altre condizioni autoimmuni. Questo aprirebbe un’ampia gamma di possibilità terapeutiche, sebbene lo sviluppo umano di tali terapie presenti sfide uniche, tra cui la difficoltà e il costo di produzione.
Le sfide e le prospettive future della terapia
La traslazione di questi risultati nei trattamenti umani richiederà tempo e sforzi concertati, con Muller che prevede fino a 5 anni prima di iniziare le sperimentazioni cliniche sugli umani. Tuttavia, il potenziale risvolto positivo è ampio. La terapia non solo migliorerebbe la qualità della vita dei celiaci ma potrebbe anche offrire soluzioni per altre malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1.